Il rapporto bambini & cani dona benessere

Il rapporto  Bambini & Cani

Un rapporto che dona benessere!

Il benessere che dona alla crescita e allo svilupppo,il rapporto uomo-animale  nella formazione dell’identità della persona , è uno degli argomenti che seguo da più tempo( 2003  primo corso c/o Cani di vita_ San Patrignano) perché l’ho vissuto prima su di me , poi ho cercato e studiato i perché .

Il benessere è quasi un valore aggiunto rispetto alla salute e la salute non è l’assenza delle malattie  psicologiche o fisiche, ma la salute è la capacità di svolgere e di esprimere al meglio le proprie peculiarità fisiche e mentali all’interno di quella che è la peculiarità di ognuno di noi.
Il rapporto tra bambino ed animale è un rapporto che favorisce tutto questo.

Come la comunicazione analogica che il cane riesce favorire nel bambino all’interno del processo di crescita e , quindi, di acquisizione della sua capacità verbale ,di comunicazione digitale; inoltre il processo d’imitazione, il processo di identificazione, elementi salienti di qualsiasi processo di crescita.

Quando parliamo di riabilitazione all’ interno del rapporto con l’animale ( anche se dovremmo rivedere il concetto di riabilitazione , iniziando parlare di qualcosa di diverso cioè un concetto di abilitazione) facciamo riferimento ad uno strumento , ad una metodica, ad un processo che debba riportare il soggetto in una condizione precedente rispetto a quella della nascita di un evento morboso. Quindi riabilitare significa porre in una condizione precedente rispetto l’evento che ha determinato la disabilità. Questo può valere per un disturbo ortopedico , non vale ad esempio in ragazzi che abbiano vissuto in condizioni di dipendenza di devianza di esclusione dal mondo sociale ; dovremmo parlare di abilitazione: il cane abilita , favorisce l’abilitazione del bambino e dell’adulto, non favorisce la riabilitazione , è qualcosa di molto più e di diverso , che in realtà pone il soggetto in una condizione migliore e più avanzata rispetto alla condizione precedente , che ha sviluppato evento morboso.

Immagino, ad esempio, quanta importanza abbia il rapporto con un cane rispetto alla riduzione di aggressività all’interno del nostro mondo , sia per quanto riguarda il bambino , che per quanto riguarda l’adulto. Noi abbiamo perso la capacità di inibire la nostra aggressività attraverso dei segnalatori: gli occhi lo sguardo , lo sguardo attonito dell’altro che sta per subire una nostra aggressione..

Tutto questo il cane lo insegna al bambino , insegna il livello della sofferenza , insegna la capacità di misurare la propria aggressività nel tirare la coda, nel tirare le orecchie o nel saltarci in groppa, insegna misurare il proprio livello di energia che quando è tale è positivo, quando diventa aggressività diventa una sorta di violenza sull’oggetto, una sorta di violenza sull’ambiente.

Ma immaginate ad esempio, quanto è fondamentale il rapporto nella crescita dell’essere umano con un animale rispetto al concetto morte. Noi viviamo nella costante angoscia della nostra morte, cosi come noi viviamo nella costante ricerca dell’equilibrio omeostatico, che vivevamo all’interno della pancia della madre, quando ad ogni bisogno corrispondeva un illimitato soddisfacimento .

Il cane ci insegna tutto questo , ci insegna ad avere un rapporto mediato con la morte attraverso il rapporto che noi viviamo rispetto alle separazioni; il bambino impara ad apprendere che la morte non è altro che una separazione più prolungata rispetto alle separazioni che costantemente vive e le separazioni le vive nel rapporto con il cane , perché il cane scappa sempre, va in avanti , non è come la madre che è sempre cosi presente , quasi soffocante, molto spesso , soprattutto durante i primi anni di vita ; il cane fornisce la dinamicità e la percezione di una mobilità esterna , che dà poi l’elaborazione del concetto di morte , del concetto di separazione.

Il cane permette anche un’altra cosa nella quale siamo tutti noi fondamentalmente attanagliati, nella quale ognuno di noi perde la propria creatività, l’aver bisogno di ” feticci effettivi ” ; noi abbiamo bisogno di feticci effettivi per lavorare, abbiamo bisogno dei nostri rituali , molti sono magici , molti altri diventano ossessivi , abbiamo bisogno di una casa che sia di proprietà, abbiamo bisogno di curare alcune cose  che formano le nostre certezze . Sono cosi forti queste certezze , cosi forte il bisogno della certezza che diventa poi un feticcio effettivo, diventa un blocco evolutivo, un blocco della crescita evolutiva dell’essere umano.

Il cane con la sua vivacità, con la sua creatività, con la sua dinamicità , con la sua capacità di porre sempre in discussione il rapporto con il proprio partner-bambino, fornisce costantemente la possibilità di trasformare  i feticci effettivi in oggetti transizionali, cioè in oggetti di cui c’è bisogno per un tempo dato e limitato per superare quella fase di difficoltà, di conflittualità o di blocco nel processo di crescita  ed andare avanti più avanti , andare oltre.

Il cane insegna nelle fasi più importanti della vita di un uomo , che sono in fondo i primi 5 anni , qual’è il coraggio di essere autonomo, nel far da solo ;  aiuta a superare, andare avanti , a crescere ma , sopratutto , a crescere secondo dei ritmi e dei tempi che sono diversi rispetto quelli da cui siamo costantemente condizionati dalla società . perché è il rapporto con il tempo che il cane ha diverso dal nostro.

Sviluppo emozionale , sviluppo psico affettivo!

Il cane non è umano , ma il cane scatena sentimenti ed emozioni particolari, afferranti all’umano!

Grazie a Nicolò & Budda & Sara  per le foto .

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