News : Petfood , cereali si o no?

CEREALI SI O CEREALI NO !?

La Rivoluzione del PetFood


PREMESSA: Chi è il cane? Il vocabolario dice: Il cane (Canis lupus familiaris Linnaeus,1758) è un mammifero appartenente all’ordine Carnivora, della famiglia dei canidi. Con l’avvento dell’ addomesticazione si è distinto dal lupo, del quale rappresenta una forma neotenica. Rispetto al lupo: -ha canini meno aguzzi; -zanne bianche; -zampe più estese; -intestino più lungo; -privo di artigli affilati. TESI e PROVE: Effettivamente ci si accorge presto che c’è una notevole differenza fra cani e lupi, senza contare le centinaia di migliaia di anni di evoluzione (teniamo presente che i cani cambiano generazione una o due volte l’anno). Il cane ad oggi è classificato un carnivoro non obbligato, più semplicemente un carnivoro / onnivoro. Per molti anni il cane primitivo è stato sempre più addestrato ed educato dall’uomo fino a diventare un componente fondamentale mel nostro presente. Le ricerche, effettuate da ricercatori che chiaramente non hanno interessi sull’argomento (come potrebbero avere, invece, aziende di pet food), sono due, ed entrambe precise: nella prima ricerca, pubblicata già nel 2013 dai genetisti dell’università di Uppsala, Lindblad-Toh e colleghi, dell’Università di Uppsala in Svezia, è stato analizzato l’intero genoma di 12 lupi e 60 cani di razze diverse, identificando 36 regioni del genoma che differenziano i primi dai secondi, uguali, invece, in tutte le razze considerate. Proprio riguardo ai geni deputati alla produzione di amilasi, gli studiosi hanno scoperto che i cani ne possiedono da 4 a 30, mentre i lupi soltanto due. Ne risulta che i primi sono 5 volte più facilitati dell’assimilazione di questo alimento rispetto ai secondi. Una recentissima ricerca (17-05-2017)rinforza ulteriormente la prima, dimostrando che l’agricoltura cambiò il lupo in cane. Quando, da cacciatori e raccoglitori, una parte degli uomini si sono trasformati in agricoltori, ciò deve aver portato branchi di lupi che vivevano attorno a loro, in tempi di carestia di prede, ad “accontentarsi” di cibarsi della spazzatura che conteneva resti di cereali, fecole e alimenti ricchi di amido. Ciò deve aver generato in certi individui la variazione del loro genoma, portandolo ad essere in grado, progressivamente, di digerirli.

COMMENTO TECNICO PERSONALE: Le vecchie generazioni hanno alimentato i cani senza la cultura e senza gli accorgimenti che oggi un proprietario è costretto ad osservare. Da cosa è nata la rivoluzione degli ultimi 10 anni, che ha visto condannare senza appello l’utilizzo di alcuni ingredienti (vedi i cereali ricchi d’amido) nel pet food? Non vi sono dubbi che il motivo di base sia stata la constatazione che cani che mangiano le crocchette tradizionali si ammalano continuamente. Questa constatazione ha portato a mettere sotto accusa tutti i suoi elementi costitutivi, ma specie un componente importante: i carboidrati. Molti esperti e molti bloggher argomentano, in modo convincente, su studi basati sulla derivazione del cane dal lupo, con, quindi, un patrimonio genetico incapace di digerire i carboidrati (sopra ho argomentato la mia tesi con prove che ostacolano questo pesiero). Ciò ha portato ad un cambiamento epocale del settore, con centinaia di aziende del pet food che hanno lanciato sul mercato formule grain free (senza cereali) o più semplicemente gluten free (contenenti cereale senza glutine). Ma la logica elementare, secondo i colossi del petfood, di tornare alla natura ed offrire una dieta sempre più simile a quella del vecchio antenato lupo è una cosa IMPOSSIBILE. Attualmente il cane dipende totalmente da noi e siamo noi a dover provvedere alla loro alimentazione, non certo fornendo loro animali interi da sbranare, ma utilizzando gli alimenti a nostra disposizione. Ed è qui che nasce il vero problema: gli alimenti a nostra disposizione NON sono quelli che la natura ha previsto, ma quelli che l’uomo produce, indiscutibilmente lontani dagli alimenti naturali. Il risultato finale di questa viraggio del petfood così veloce rispetto a quella che è la reale cultura alimentare legata alla qualità non al marketing (come spesso accade) ha creato ancora più confusione sull’acquisto del prodotto “migliore” per il proprio amico a 4 zampe. Prima di appprofondire qualche ingrediente che il mercato propone ricordate la prima regola indiscutibile: OGNI CANE è UN INDIVIDUO A SE! CONSIGLIO TECNICO PERSONALE: Partiamo subito facendo chiarezza su cos’è il glutine. Il glutine è una sostanza lipoproteica che si origina dall’unione,in presenza di acqua ed energia meccanica, di due tipi di proteine: la prolammina (gliadina per il frumento) e la glutenina presenti principalmente nell’endosperma delle cariosside (il classico “chicco”) di cereali quali frumento, farro, segale e orzo. Durante la digestione intestinale il glutine si idrolizza in peptidi. La digestione avviene ad opera di transglutaminasi intestinali che modificano la glutammina, un amminoacido, e nei soggetti predisposti alla celiachia si sviluppano anticorpi anti-transglutaminasi che determinano il processo infiammatorio e le alterazioni patologiche a carico dei villi intestinali. Inoltre alcuni peptidi derivati dal glutine in soggetti sensibili provocano reazioni immunitarie abnormi. In questi casi i linfociti T, non trovando organismi estranei, attaccano le cellule dei villi intestinali. Questa condizione patologica prende il nome di celiachia. Alimentazioni con eccessive quantità di glutine possono causare gravi malattie come ad esempio linfomi intestinali, epilessie idiopatiche e sicuramente nei cani più piccoli di taglia un sovraccarico del pancreas e del fegato. Fin qui il io primo consiglio è quello di escludere alimente contenenti cereale come quelli sopracitati (orzo, frumento (grano), etc) ma ATTENZIONE !!! non solamente dai croccantini offerti al cane anche in tutto quello che può arrivare dalle nostre tavole quindi pane, croste di pizza, biscotti e grissini. Percio la domanda che fino ad ora non ha trovat ancora risposta è sempre quella…..

CEREALI SI O CEREALI NO !? GLUTEN FREE O GRAIN FREE !?

Non posso decidere io per voi, spero che il mio parere possa comunque chiarire le idee di molti lettori e portare loro ad una scelta più idonea al loro ed INIMITABILE cane. La mia esperienza personale mi insegna che un alimento contenente una percentuale di CARBOIDRATI fra il 20% (alimenti LOW CAIRBOIDRATE) e il 30% (percentuale massima consentita) è la soluzione ottimale per il nostro cane. CARBOIDRATO ok ma…..cereale o sostitutivo?! Ci sarebbe da scrivere per pagine e pagine sui cereale usati nel petfood ma soprattutto dalla loro provenienza agricola. Senza fare una lezione di agronomia posso solo insinuare che se l’alimento scelto presenta un cereale questo deve assolutamente essere gluten free. Avete paura di utilizzare il mais (alimento ricco di amido e ottimo fornitore di energia) per timore che sia OGM o che contenga aflatossine ? Potete sempre utilizzare una fonte nobile come il riso, anch’esso senza glutine e lattosio, praticamente assente di colesterolo, ricco di sali minerali e metalli (molto apprezzata la presenza di magnesio, ferro e zinco). Non siete ancora soddisfatti….ecco a vio l’avena alimento molto digeribile e ricchissimo di proteine con un buon apporto di Vbuon contenuto di sali minerali, soprattutto calcio, magnesio, potassio, silicio e ferro, che ne fa un ottimo remineralizzante. Possiede una buona percentuale di lisina. Regola la tiroide, rinforza i tendini e le ossa. Perchè andare a sostituire il carboidrato apportato con uno di questi ottimi cereali con un’altra fonte sempre più utilizzata come la patata!? Se abbiamo un’etica molto ancestrale possiamo essere ancora d’accordo che se non il “lupo” non mangia un cereale grezzo sicuramente non scava per addentare un tubero. Le proprietà della patata sono sicuramente notevoli. Dal punto di vista nutrizionale le patate sono conosciute principalmente per l’alto contenuto in carboidrati (circa 26 grammi in una patata di 150 g, cioè medie dimensioni), presenti principalmente sotto forma di amidi. Una piccola ma significativa parte di tali amidi delle patate è resistente agli enzimi presenti nello stomaco e nell’intestino tenue, sì da raggiungere l’intestino crasso quasi intatto. Si ritiene che questi amidi abbiano effetti fisiologici pari a quelli delle fibre alimentari. Le patate sono fonte di importanti vitamine e minerali, fornisce vitamina C, potassio, vitamina B5, oltre a tracce di tiamina, magnesio, fosforo, ferro e zinco. Le patate però, a differenza della tapioca (sempre più utilizzata nel petfood) non sono sempre indicate per una dieta a basso indice glicemico in quanto si ritiene che possiedano un’alta quantità di glucidi. In realtà l’indice glicemico delle patate varia in maniera considerevole a seconda della loro varietà, della loro origine (zona di coltivazione), della preparazione (metodo di cottura, se consumata fredda o calda a tocchetti o intera ecc.). Quindi siamo così furbi a sostituire un cereale come il mais perchè dubbiosi sulla sua origine e soprattutto sulla serietà dell’azienda produttrice con questo tubero nonostante di anch’esso non abbiamo nessuna infomaione?! Pensateci bene…intanti io vi propongo un ultima alternativa….. La Quinoa: i semi di questa pianta forniscono una farina contenente prevalentemente amido, il che consente a questa pianta di essere classificata merceologicamente a pieno titolo come cereale nonostante non appartenga alla famiglia botanica delle graminacee. Si distingue da altri pseudocereali per l’alto contenuto proteico e per la totale assenza di glutine. Nei mangimi destinati al cane il sacchetto è contrassegnato come GRAIN FREE, dicitura non totalmente corretta ma accettabile. La quinoa ha ancora più proteine del frumento e persino del grano saraceno. E’ ricca di acidi grassi mono e polinsaturi, contiene molto più potassio, magnesio, calcio, ferro, zinco e fosforo. È ricchissima di betaina, una sostanza che si estrae dalla barbabietola da zucchero che ha la capacità di disintossicare il fegato. Contiene anche vitamina E che come antiossidante protegge gli acidi grassi contenuti ed è molto ricca di acido folico. CONCLUSIONE: Esistono in commercio mangimi che utilizzano gli ingredienti sopracitati, si caratterizzano da una qualità elevata (chiamata spesso SUPERPREMIUM) e ovviamnte da un costo al kg più alto rispetto al mangime dove utilizzano proteine scarse ma soprattutto cereali di bassa qualità. Sono pochissimi invece i mangimi che si distinguono per la totale assenza di cereali e di patate. Questi ultimi integrano la fonte di carboidrati con frutta e verdura, fibre di pisello, soia decorticata e tegumenti simili. PER CONCLUDERE LA DISCUSSIONE FACCIO IO UNA DOMANDA A VOI….AVETE MAI NOTATO CHE ANALIZZANDO UNA QUALSIASI ETICHETTA DI UN MANGIME ALLA VOCE “TENORI ANALITICI” MANCA LA PERCENTUALE DI CARBOIDRATI……Quindi visti che prima parlavo di percentuali ottime o comunque ammissibile, vi chiederete come calcolare queste percentuali. Di seguito vi lascerò una tabella molto semplice che vi permetterà di trovare l’elemento mancante e verivicare se il vostro alimento rispecchia l’esigenze del vostro cane.

Andrea  Matteucci ( 0/4 zampe)

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