Insicurezze, paure, fobie del cane .

 

Ciao a tutti ,mi sono assentata un po’, ma sempre in movimento .

Da circa un anno collaboro, ed ora ufficialmente,con Legambiente Ravenna, prestando la mia collaborazione per l’ accoglienza psicologica di cani sequestrati nelle nuove famiglie; perché spesso proprio quelle meravigliose persone, famiglie che fanno adozioni cosi grandi di cuore , si trovano di fronte a grandissime problematiche , dettate dalle paure, fobie , insicurezze del cane e dalla cattiveria umana .

I nostri amici a 4 zampe soffrono di fobie, insicurezze e paure.

Per non parlare dello stress o dell’ansia che provocano loro certe situazioni o certi cambiamenti.

La paura è una intensa emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto.

È una delle emozioni primarie ,la paura è uno stato emotivo utile alla sopravvivenza; ma nella convivenza e nella relazione uomo animale va gestita , seguita, superata perché solo cosi evitiamo diventi una fobia .

La paura la riconosciamo nell’espressione tipica della paura con orecchio completamente indietro e appiattite sul collo, la coda in mezzo alle gambe, una postura “rannicchiata”, lo sguardo fisso.

Tutte le paure si potrebbero prevenire lasciando che sia la mamma ad insegnare al cucciolo come esplorare l’ambiente e come approcciarsi agli altri cani e alle persone e offrendo un ambiente ricco e stimolante dopo il distacco dalla mamma, favorendo la socializzazione con oggetti, persone e altri animali.

Quando la paura diventa una fobia,  è una paura esagerata rispetto allo stimolo che la provoca, può essere riferita ad una situazione, ad un oggetto oppure a tutto ciò che non è familiare.

In presenza di una fobia le reazioni sono spropositate e spesso la situazione è percepita come molto pericolosa anche quando non esiste un vero pericolo. Il cane fobico, oltre all’espressione tipica della paura, manifesta i sintomi di un vero e proprio attacco di panico con perdita degli autocontrolli, salivazione, urinazione e defecazione, fuga, tremore, vocalizzazioni eccessive, reazioni aggressive.

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un cane fobico è la sfida più grande anche per un educatore o istruttore cinofilo

Bisogna trovare le chiavi giuste, fare le richieste giuste e relazionarsi in modo impeccabile. Per riuscire in una simile impresa è indispensabile osservare il cane molto attentamente, per capire a fondo le ragioni del suo disagio.

Per questo motivo le indicazioni contenute in questo articolo sono puramente indicative. Come ripeto spesso ogni cane è una storia unica e irripetibile, e non c’è una regola magica valida per tutti.

Le paure e fobie possono essere rivolte alle persone, agli altri cani, ad oggetti particolari (ad esempio l’aspirapolvere) o a situazioni specifiche (ad esempio il temporale o i fuochi d’artificio).

Ma esistono due tipi di fobie, la fobia riferita a qualcosa in particolare è probabile che sia determinata da trauma, ad esempio il cane ha paura delle persone perché ha subito maltrattamenti.

Quando, invecela fobia è generalizzata a tutto ciò che non è familiare è più probabile che derivi da una sindrome da deprivazione sensoriale. E’ quello che succede ai cuccioli che non hanno avuto la possibilità di fare esperienze adeguate e di sviluppare un sano processo di attaccamento perché sono stati tolti troppo presto alla mamma o perché sono cresciuti in ambiente poco stimolante.

In questo caso diventa una fobia instaurata  e si può intervenire utilizzando i giochi di problem solving  per aumentare l’autostima del cane, i giochi di ricerca per favorire l’esplorazione dell’ambiente e l’interesse verso il mondo, tecniche specifiche per cambiare la convinzione del cane che esista un pericolo.

Spesso vogliamo fare qualcosa affinché il nostro cane possa superare la crisi e otteniamo l’effetto contrario: che abbia ancora più paura! Per questo vorrei darvi alcuni consigli , in primo luogo, di non rimproverarlo né parlargli in tono imperativo.

In questi momenti la cosa meno utile è gridare o fare qualcosa che aumenti la sua ansia.

Non va neanche bene accarezzarlo per cercare di consolarlo, dato che l’animale può interpretare questo gesto come una situazione al di fuori del normale e pensare che esista un qualche tipo di pericolo.

Un altro consiglio che vi può essere d’aiuto è quello di non trattenerlo contro la sua volontà. Ciò vuol dire non stringerlo né tirarlo verso di voi, perché ciò gli metterà ancora più ansia e potrebbe anche farlo diventare pericoloso e spingerlo ad aggredirvi.

Cercate di agire come se niente fosse e il cane, da solo, si rassicurerà e tornerà alla normalità.

Il concetto di fondo che dobbiamo trasmettere al cane è che nulla di male può accadergli quando è al nostro fianco. So che è facile a dirsi, ma ci vuole tempo, pazienza e dedizione per risolvere un problema come questo.

Procediamo sempre per piccoli traguardi, piccole vittorie.

Immaginiamo che il cane abbia paura delle persone e del mondo esterno, e non voglia nemmeno uscire di casa.

Il nostro primo traguardo sarà quello di fargli varcare la soglia di casa. Con pazienza possiamo avvicinarci gradualmente alla porta, e motivarlo con  dei giochi in mano, con un tono allegro equilibrato stimolante; dovremmo iniziare presentandogli una persona a 50 metri la prima volta. Ridurre gradualmente la distanza.

I consigli in questo post sono da prendere solo come delle indicazioni, come dicevo all’ inizio le ragioni che stanno alla base di vari disagi possono essere le più diverse, ed anche individuandole non è certo che si possa risolvere il problema.

La cosa migliore e più rispettosa nei suoi confronti è non forzarlo mai a vivere delle esperienze che gli causano malessere. Questo non significa assecondare le sue paure e farcene una ragione, ma piuttosto rispettare profondamente il nostro cane e aiutarlo ad abituarsi gradualmente.

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